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Quanto acconto chiedere al cliente

Le percentuali più comuni, quando chiedere l'acconto e come metterlo per iscritto.

Chiedere un acconto mette in imbarazzo molti artigiani e liberi professionisti, soprattutto all'inizio. In realtà è una pratica normale e serve a entrambe le parti: tu copri le spese iniziali e blocchi il tempo per quel cliente, il cliente conferma un impegno concreto. Il punto non è se chiederlo, ma quanto e come.

Perché chiedere un acconto

Le percentuali più comuni

Non esiste una percentuale unica: dipende dal tipo di lavoro, dai materiali e dal rischio. Come riferimento pratico:

Puoi vedere esempi concreti nei modelli per falegname, fotografo e ristrutturazione casa, dove l'acconto è già impostato.

Come scegliere la percentuale giusta

Fai tre domande al lavoro che hai davanti:

  1. Quanto devo spendere prima di iniziare? L'acconto dovrebbe coprire almeno i materiali che compri per quel cliente.
  2. Quanto perdo se il cliente si ritira? Se hai rinunciato ad altri lavori o prodotto qualcosa su misura, la percentuale deve essere più alta.
  3. Quanto dura il lavoro? Per lavori di settimane o mesi, meglio un acconto più basso e pagamenti per stati di avanzamento che un acconto altissimo.

Un acconto troppo alto può spaventare il cliente; uno troppo basso ti lascia scoperto. Nella maggior parte dei casi una cifra tra il 20% e il 40% è percepita come normale.

Acconto, caparra e stati di avanzamento

Nel linguaggio di tutti i giorni si usano come sinonimi, ma acconto e caparra non sono la stessa cosa. L'acconto è semplicemente un anticipo sul prezzo. La caparra ha anche una funzione di garanzia e conseguenze diverse se una delle parti si tira indietro. Se vuoi usare una caparra, fatti consigliare da un professionista su come scriverla.

Per i lavori lunghi, oltre all'acconto si usano i pagamenti per stati di avanzamento: per esempio 30% alla firma, 30% a metà lavoro, 40% alla fine. Lega ogni pagamento a un traguardo concreto e verificabile, non a una data generica.

Come scriverlo nel preventivo

L'acconto deve comparire nel preventivo, non essere chiesto a voce all'ultimo momento. Indica:

Nel generatore di preventivi basta aggiungere l'acconto: la percentuale e il saldo vengono calcolati in automatico e compaiono nel PDF.

Quando il cliente paga

Rilascia sempre una ricevuta per l'acconto, collegata al preventivo: numero, data, totale concordato, importo versato e saldo residuo. Puoi farla in pochi secondi con il generatore di ricevute. Se hai un'attività con partita IVA, chiedi al tuo commercialista come documentare fiscalmente gli acconti incassati: la ricevuta in PDF non sostituisce la fattura.

Come chiederlo senza imbarazzo

Presentalo come una regola del tuo lavoro, non come un favore: “Per confermare la data chiedo un acconto del 30%, il saldo a fine lavoro”. Detto con naturalezza, la maggior parte dei clienti lo accetta senza discutere. Quelli che rifiutano qualsiasi acconto, spesso, sono gli stessi che poi ritardano il saldo.

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Domande frequenti

È normale chiedere un acconto a un privato?
Sì, soprattutto quando ci sono materiali da acquistare o date da bloccare. L'importante è indicarlo chiaramente nel preventivo prima che il cliente accetti.

Quanto acconto si chiede di solito?
Nella maggior parte dei mestieri tra il 20% e il 40%. Per i prodotti su misura si arriva al 50%, mentre per le piccole riparazioni spesso non si chiede.

Cosa succede all'acconto se il cliente annulla?
Dipende da cosa avete concordato e da come è stato qualificato il pagamento. Scrivi le condizioni di annullamento nel preventivo e, per i casi dubbi, chiedi a un professionista.

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