Quanto acconto chiedere al cliente
Le percentuali più comuni, quando chiedere l'acconto e come metterlo per iscritto.
Chiedere un acconto mette in imbarazzo molti artigiani e liberi professionisti, soprattutto all'inizio. In realtà è una pratica normale e serve a entrambe le parti: tu copri le spese iniziali e blocchi il tempo per quel cliente, il cliente conferma un impegno concreto. Il punto non è se chiederlo, ma quanto e come.
Perché chiedere un acconto
- Coprire i materiali. Se devi comprare piastrelle, pannelli o ricambi su misura, non è giusto anticiparli di tasca tua.
- Bloccare una data. Per fotografi, DJ, catering e wedding planner una data prenotata è una data che non puoi vendere ad altri.
- Filtrare i clienti poco seri. Chi versa un acconto raramente sparisce o rimanda all'infinito.
- Proteggere il flusso di cassa. Sui lavori lunghi, aspettare la fine per incassare tutto mette in difficoltà anche le attività sane.
Le percentuali più comuni
Non esiste una percentuale unica: dipende dal tipo di lavoro, dai materiali e dal rischio. Come riferimento pratico:
- Riparazioni e interventi brevi (idraulico, meccanico, assistenza PC): spesso nessun acconto, pagamento a fine lavoro.
- Lavori edili e di finitura (imbianchino, piastrellista, muratore): di solito tra il 20% e il 30%, poi pagamenti per avanzamento.
- Prodotti su misura (falegname, serramenti, cucine): tra il 30% e il 50%, perché il materiale viene prodotto solo per quel cliente.
- Eventi (fotografo, DJ, catering): tra il 20% e il 40% per bloccare la data.
- Lavori creativi e digitali (grafica, siti web): spesso il 30-50% all'avvio, con tappe successive.
Puoi vedere esempi concreti nei modelli per falegname, fotografo e ristrutturazione casa, dove l'acconto è già impostato.
Come scegliere la percentuale giusta
Fai tre domande al lavoro che hai davanti:
- Quanto devo spendere prima di iniziare? L'acconto dovrebbe coprire almeno i materiali che compri per quel cliente.
- Quanto perdo se il cliente si ritira? Se hai rinunciato ad altri lavori o prodotto qualcosa su misura, la percentuale deve essere più alta.
- Quanto dura il lavoro? Per lavori di settimane o mesi, meglio un acconto più basso e pagamenti per stati di avanzamento che un acconto altissimo.
Un acconto troppo alto può spaventare il cliente; uno troppo basso ti lascia scoperto. Nella maggior parte dei casi una cifra tra il 20% e il 40% è percepita come normale.
Acconto, caparra e stati di avanzamento
Nel linguaggio di tutti i giorni si usano come sinonimi, ma acconto e caparra non sono la stessa cosa. L'acconto è semplicemente un anticipo sul prezzo. La caparra ha anche una funzione di garanzia e conseguenze diverse se una delle parti si tira indietro. Se vuoi usare una caparra, fatti consigliare da un professionista su come scriverla.
Per i lavori lunghi, oltre all'acconto si usano i pagamenti per stati di avanzamento: per esempio 30% alla firma, 30% a metà lavoro, 40% alla fine. Lega ogni pagamento a un traguardo concreto e verificabile, non a una data generica.
Come scriverlo nel preventivo
L'acconto deve comparire nel preventivo, non essere chiesto a voce all'ultimo momento. Indica:
- la percentuale o l'importo dell'acconto;
- quando va pagato (alla conferma, alla firma, all'ordine dei materiali);
- il saldo residuo e quando si paga;
- cosa succede in caso di annullamento.
Nel generatore di preventivi basta aggiungere l'acconto: la percentuale e il saldo vengono calcolati in automatico e compaiono nel PDF.
Quando il cliente paga
Rilascia sempre una ricevuta per l'acconto, collegata al preventivo: numero, data, totale concordato, importo versato e saldo residuo. Puoi farla in pochi secondi con il generatore di ricevute. Se hai un'attività con partita IVA, chiedi al tuo commercialista come documentare fiscalmente gli acconti incassati: la ricevuta in PDF non sostituisce la fattura.
Come chiederlo senza imbarazzo
Presentalo come una regola del tuo lavoro, non come un favore: “Per confermare la data chiedo un acconto del 30%, il saldo a fine lavoro”. Detto con naturalezza, la maggior parte dei clienti lo accetta senza discutere. Quelli che rifiutano qualsiasi acconto, spesso, sono gli stessi che poi ritardano il saldo.
Domande frequenti
È normale chiedere un acconto a un privato?
Sì, soprattutto quando ci sono materiali da acquistare o date da bloccare. L'importante è indicarlo chiaramente nel preventivo prima che il cliente accetti.
Quanto acconto si chiede di solito?
Nella maggior parte dei mestieri tra il 20% e il 40%. Per i prodotti su misura si arriva al 50%, mentre per le piccole riparazioni spesso non si chiede.
Cosa succede all'acconto se il cliente annulla?
Dipende da cosa avete concordato e da come è stato qualificato il pagamento. Scrivi le condizioni di annullamento nel preventivo e, per i casi dubbi, chiedi a un professionista.